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Marche: regione al plurale, regione dalle mille sfaccettature.

 

Da nord a sud, da est a ovest, sono diffuse esperienze artigianali che spaziano dalla sartoria di alto livello alla concia del pellame, dalla lavorazione del cappello a quella delle scarpe. Ed è proprio del processo di concia del pellame, processo antico che risale all’età preistorica, che tratteremo in questo articolo.

L’attività conciaria nelle Marche, che vanta una lunga tradizione artigianale, è fortemente localizzata in territorio fermano-maceratese dove risorse naturali quali corsi d’acqua, greggi e mandrie per il pellame e la produzione di materie da concia ricche di tannino ne favoriscono lo sviluppo.

Il procedimento di concia si sviluppa principalmente attraverso 5 fasi: conservazione, riviera, concia, post-concia e rifinizione. Nella fase di conservazione la pelle grezza viene pretrattata con sale di origine marina il quale la preserva dall’attacco di microorganismi e batteri.

Segue poi la riviera, nome evocativo rimasto invariato attraverso i secoli. In antichità, infatti, questa fase preparatoria alla concia era svolta per comodità sulle rive dei fiumi poiché il pellame doveva riassorbire parte dell’acqua persa durante la conservazione. La pelle viene inserita nei bottali (grandi contenitori di legno che ruotano meccanicamente su se stessi) con acqua, calce e altri elementi affinché si dissolvano i peli. Una volta predisposta la pelle per la concia viene tagliata orizzontalmente in due strati e vengono eliminate le parti grezze o in eccesso.

La fase della concia è il nucleo di tutto il processo di trattamento del pellame ed è finalizzato a trasformare la pelle deperibile in un materiale non alterabile nel tempo. La pelle, inserita nuovamente nei bottali, viene impregnata con sostanze chimiche o vegetali che ne impediscono la decomposizione senza tuttavia alterarne la flessibilità.

Dopo la concia, seguono una serie di trattamenti che consentono di migliorare l’estetica del foglio di pelle. Nello specifico la pressatura per eliminare i liquidi in eccesso, la rasatura per uniformare lo spessore, la tintura e l’ingrasso per conferire una tonalità naturale alla pelle e renderla morbida ed elastica.

Infine la fase di rifinizione (meccanica o chimica) durante la quale la pelle acquista brillantezza e colore desiderato.

Di Anastasia Nicu

Fonte: http://www.laboratoriodietamediterranea.it/it/blog

 

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