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STRACCETTI MACERATESI (o stracciatella)

 

È un piatto povero della cucina italiana, diffuso soprattutto nelle Marche e nel maceratese. Si tratta di una minestra preparata con uova e formaggio grattugiato, tuffati nel brodo di pollo (o di manzo) bollente e cotto fino ad ottenere un composto fatto a straccetti. Questa portata è molto sostanziosa, e in caso di raffreddore o influenza, è un ottimo antibiotico naturale.

Gli straccetti maceratesi non vanno confusi con quelli romani, realizzati con carne di manzo tagliata a tocchetti fini, appena scottata e servita su uno strato di rucola.
Quelli maceratesi un tempo venivamo preparati per occasioni speciali, quali matrimoni, comunioni, cresime, Natale, Pasqua e per il pasto di mezzogiorno “de lo vatte” (della trebbiattura). Più di rado venivano serviti durante “lo mėte” (la mietitura).

A Natale si preparavano “co’ lo vrodo de lu cappó'” (con il brodo del cappone), mentre per le altre occasioni il brodo era “de gajina” (di gallina). Nei pranzi importanti venivano serviti prima “dell’allesso” (del bollito) e della cicoria.

Un piatto di straccetti era uso servirlo anche alle donne che avevano partorito e quindi bisognose di riprendere un po’ di energia.

Ricetta per tre persone

Si sbattono bene 2/3 uova, si aggiunge un po’ di sale, 3 cucchiai di formaggio grattugiato e un cucchiaio di pane ugualmente grattugiato. È facoltativo grattugiare ed aggiungere anche un po’ di noce moscata. Appena il brodo (di gallina, cappone, manzo o di dado), circa un litro ben filtrato, bolle, vi si versa la pastella sopra descritta. Mescolare il tutto con un cucchiaio di legno (anche normale) e lasciare in cottura per due / tre minuti, non molto di più.
A questo punto servire caldo.
(Mario Monachesi)

 

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