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Immobiliare.it: aumentano domanda e prezzi nel primo semestre 2024

Immobiliare.it e Immobiliare.it Insights hanno pubblicato l’osservatorio semestrale del mercato residenziale, evidenziando un consolidamento del mercato immobiliare. Nei primi sei mesi dell’anno, la richiesta di case in vendita è aumentata del 16%, mentre anche l’offerta ha registrato un incremento.

I canoni di affitto sono cresciuti dell’8,5%, ma nelle grandi città l’interesse per l’affitto è diminuito del 6%.

L’ascesa dei prezzi richiesti per gli immobili in vendita nel nostro Paese non accenna a diminuire, sia nei grandi centri urbani che nelle città di dimensioni minori. Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights, nel primo semestre del 2024 si è registrato un aumento di quasi il 5%. I canoni d’affitto hanno segnato un incremento di oltre il 7% nei grandi e piccoli centri.

A livello nazionale, la richiesta di case in vendita è aumentata di quasi il 16% nei sei mesi analizzati, mentre l’interesse per la locazione è diminuito di oltre il 6% nelle città maggiori, pur rimanendo positivo (+3,3%) nei comuni più piccoli. Questa tendenza trova conferma nell’andamento dell’ultimo trimestre.

Antonio Intini, Chief Business Development Officer di Immobiliare.it: «Nel precedente periodo caratterizzato da una forte incertezza economica e da tassi dei mutui in rialzo dopo anni di stabilità, molti avevano deciso di sospendere la ricerca di una casa da acquistare, optando per una soluzione in affitto. Questo ha contribuito a una rapida crescita dei canoni, in particolare nelle città ad alta densità abitativa, che sono diventati ben presto poco sostenibili. Con i primi tagli ai tassi molti italiani hanno recuperato il progetto di acquisto, cercando un immobile che risponda alle loro necessità abitative».

Attualmente il prezzo medio nelle grandi città supera i 3.400 euro/mq, mentre si ferma poco sotto ai 1.900 euro/mq nei centri minori. Per prendere in locazione un immobile nelle città con oltre 250.000 abitanti bisogna mettere a budget oltre 18 euro/mq e poco meno di 11 euro/mq in quelle più piccole.

Tutti i principali indicatori del mercato delle compravendite mostrano valori in crescita nella prima metà dell’anno. Lo stock disponibile evidenzia un aumento del 21,7% nel primo semestre del 2024, seppur a velocità diverse nelle varie aree del Paese. Centro, Sud e Isole sono le aree che fungono da traino per la tendenza, con il Nord che si mantiene su valori più contenuti: nel settentrione la crescita si attesta tra il 10 e l’11%, mentre scendendo nello Stivale si trovano il +24,4% del Centro, il +47,2% del Sud e il +48,3% delle Isole.

Nonostante l’incremento diffuso dell’offerta, la domanda non mostra segnali di cedimento: su base semestrale l’interesse per l’acquisto sale quasi del 16%, con aumenti compresi tra il 10% e il 20%, eccezion fatta per le Isole dove la richiesta sale del +6,6%. Tra gennaio e giugno aumentano anche i prezzi degli immobili in vendita a livello nazionale (+5,2%). L’incremento più consistente è quello del Nord-Ovest (+6,9%), mentre il Centro registra gli aumenti più contenuti (poco al di sotto del 3%). Alla fine di giugno comprare casa in Italia costa mediamente 2.238 euro/mq.

Un segnale positivo per chi cerca casa viene dall’affordability, che è in risalita dell’1,5% nel semestre e dell’1% negli ultimi tre mesi. Attualmente chi cerca da solo può permettersi il 28,1% degli immobili in offerta. Va però rimarcata una differenza tra il Nord e il resto del Paese: sia al Nord-Ovest che al Nord-Est l’accessibilità cala rispettivamente dell’1,2% e dell’1,6% da inizio anno. Il Centro segna invece un incremento dell’1,7% nei sei mesi, ma il traino verso l’alto è rappresentato soprattutto dal Mezzogiorno con Sud e Isole che crescono del 4,6%.

Differente anche il comportamento tra grandi e piccoli centri: nei piccoli centri l’affordability per i single cresce del 2,1% nel semestre con un ulteriore incremento (+2,3%) negli ultimi tre mesi; nelle città più popolose i valori sono più vicini alla stabilità (+0,3% nei sei mesi e +0,6% su base trimestrale).

Il Trentino-Alto Adige è ancora la regione dove è più oneroso acquistare un immobile con una spesa media richiesta alla fine di giugno pari a quasi 3.600 euro/mq (+3,5% nel primo semestre dell’anno). La Calabria resta invece la sola regione al di sotto dei 1.000 euro/mq medi seppur di meno di 50 euro.

Milano mantiene la palma del capoluogo più dispendioso quando si tratta di acquistare: chi vende un immobile chiede mediamente 5.443 euro/mq (+1,8% su base semestrale). Bolzano si conferma al secondo posto (4.649 euro/mq) prima di Firenze che segna un incremento del 2,4% in sei mesi raggiungendo i 4.250 euro/mq. Nel testa a testa tra Bologna e Roma il capoluogo dell’Emilia-Romagna rimane leggermente avanti (3.499 euro/mq contro 3.429 euro/mq).

Guardando al contesto italiano nel suo complesso nei primi sei mesi dell’anno la richiesta di locazioni è in lieve calo (-1%), dato che si avvicina alla stabilità (-0,4%) nel trimestre appena concluso. Tuttavia il Paese si presenta a due velocità: al Nord-Ovest e soprattutto al Nord-Est la domanda si contrae nel semestre registrando rispettivamente un -1,2% e un -4,6%, mentre sale in maniera consistente nello stesso periodo al Centro (+2,6%), al Sud (+3,1%) e nelle Isole area in cui si riscontra la crescita più rilevante (+5,7%) con una spinta ulteriore nell’ultimo trimestre (+7,8%).

L’offerta di immobili in affitto su base semestrale si riduce in tutta Italia (-10,4%), pur con un rallentamento della discesa nell’ultimo trimestre (-1,4%). Ancora una volta però l’andamento è diverso a seconda dell’area considerata: se in sei mesi la disponibilità diminuisce al Centro (-15%), al Nord-Ovest (-12,6%) e al Nord-Est (-7,3%), si evidenziano aumenti nel Meridione (+3,5% al Sud e +2% nelle Isole).

A livello di prezzi continua la salita dei canoni in tutta Italia che fanno segnare un +8,5% nel semestre fermandosi poco sotto i 14 euro/mq. Il Centro e il Sud presentano gli incrementi più significativi attorno al 10%, mentre il Nord-Est cresce meno (+3,7%). Nord-Ovest e Isole salgono infine con valori vicini al 9%.

La Valle d’Aosta resta la regione più cara per affittare con i canoni che hanno sfondato i 21 euro/mq dopo un aumento del +12% nei primi sei mesi del 2024. La regione più economica è invece l’Umbria poco sopra i 7 euro/mq e in calo dell’1,4% nel semestre.

Tra i capoluoghi Milano rimane al primo posto con 23,3 euro/mq (+1,7% in sei mesi), ma Firenze si sta progressivamente avvicinando anche considerato l’incremento più rilevante (+5%) su base semestrale. Attualmente affittare un immobile nella città del David equivale a una spesa media di 22,5 euro/mq. Bologna è al terzo posto (17,3 euro/mq) davanti a Roma (16,9 euro/mq).

Fonte: Monitorimmobiliare

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